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venerdì 21 dicembre 2012

Capitone marinato

 

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Cari amici, in questi giorni sono alle prese con i preparativi delle feste, come al solito e più del solito sono presa da non avere neanche il tempo di pranzare, ma la cosa che più mi dispiace, è quella di non avere neanche il tempo per pubblicare qualcosa. In questi giorni stanno tornando i miei figli dalle rispettive residenze, per cui ho prenotato i tappeti rossi  per riceverli al meglio delle mie possibilità, affinchè sappiano quanto sono amati e quanto il loro ritorno, rappresenti per noi che siamo qui, una grande festa. Ma voglio cogliere l’occasione per raccontavi il perchè dei tappeti rossi. Solo fino a qualche anno fa, ogni sera che mio marito tornava a casa a sera inoltrata, dopo dodici ore di lavoro al giorno, tutti quanti noi, cagnolina compresa, quando suonava il citofono, gli andavamo incontro per mostrargli tutto il nostro affetto. Un giorno, siccome si era attardato più del solito, un figlio era andato a portare a spasso il cane, io ero sotto la doccia, un altro era al telefono e l’altro non ricordo cosa stesse facendo che gli impedisse di andare a riceverlo. Entrando mio marito e non trovando nessuno sulla soglia ad accoglierlo, disse:” Ma non c’è nessuno in questa casa? Dove sono finiti tutti??” e mio figlio Michele che nel frattempo aveva finito di fare quello che stava facendo, gli rispose così:” Scusa papà, ma i tappeti rossi li abbiamo portati in tintoria!!!!!!!!!!!” Questa è stata ovviamente una frase rimasta famosa nella nostra famiglia, ecco perchè di tanto in tanto i tappeti rossi compaiono o scompaiono a seconda delle circostanze. Dicevo che ieri è arrivato dalla Svezia mio figlio Giuseppe lo scienziato pazzo, che appena messo piede in casa, giusto il tempo di abbracciarci ed è  corso subito al computer perchè doveva pubblicare un articolo che non aveva avuto il tempo di fare mentre era ancora in Svezia. Stasera invece, e sto aspettando con ansia che giunga l’ora, arriverà mio figlio Michele, il geofisico che vive e lavora all’Aia. Ho finito da pochissimo di fare i dolcetti, sono tre giorni e domani continuerò, che non faccio altro che dolcetti che regalo ad amici e parenti e che ovviamente partiranno sia per l’Olanda che per la Svezia. Infatti ho la casa che profuma di dolci, d’amore e di gioia, perchè io amo il Natale come pochi, in quanto per me ha una doppia valenza. Da cristiana rappresenta la nascita di Nostro Signore, ma siccome sono come le bambine, sono presa bene dalla vita, tutto mi da gioia, gli addobbi, i colori, le luci, i dolcetti, le musiche natalizie. Oggi ho cominciato a preparare un antipasto molto buono e molto costoso, ma se lo farete voi, invece che comprarlo in rosticceria, già pronto, il costo sarà ridotto sensibilmente.

 

Ingredienti:

 

anguilla fresca o surgelata

farina per impanare

olio extravergine

aceto bianco per marinare

qualche grano di pepe nero

due o tre foglie di alloro

 

Preparazione:

 

Prendete l’anguilla, pulite dalle interiora, quindi tagliatela in pezzi relativamente piccoli, affinchè nel consumarla, sia più facilmente sporzionabile. Io ovviamente questo lavoro lo faccio fare a mio marito, in quanto a me fa molta impressione,  mi sembra di avere tra le mani un rettile e preferisco non occuparmi delle anguille intere o addirittura vive. Lavatele, asciugatele, quindi infarinatele e friggetele in olio d’oliva. Disponete  le anguille su una carta assorbente, quindi mettetele in un recipiente nel quale avrete messo abbondante aceto, con un pizzico di sale, qualche grano di pepe nero e l’alloro.

 

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Tenete presente che questo lavoro va fatto qualche girono prima dell’utilizzo, affinchè le anguille s’insaporiscano per bene. A momento debito, togliete dall’aceto e rimettetele sulla carta assorbente, affinchè si asciughi l’aceto in eccesso.

1 commenti:

nino ha detto...

penso di provarlo al piu presto

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